Si era deciso di non pubblicare stringhe, decaloghi, hit parade o simili.

Non ce la sentivamo di influenzare Santa Claus nella scelta dei regali per milioni d’italiani.

Non si voleva uscire con i consigli per il Natale effervescente, il capodanno frizzante e la befana gassata.

Giuro su ciò che ho di più caro: non lo volevamo fare.

Poi, nelle fredde notti dicembrine, incespichi in liste picassiane dettate da killer del buon gusto e interessi commerciali. Marketta e faciloneria si mischiano e danno il peggio di sé.

Il risultato?

Decine di megabyte buttati per leggere proposte indecenti e scontate inneggianti prodotti sciatti, vuoti d’emozione, senza capo né coda.

A rincarare la dose (già di per se letale!) non sono mancati video e sketch dal contenuto grottesco, canzonatorio e per certi versi anche offensivo al malcapitato utente.

Roba da avviso di garanzia.

E cosi, nonostante befana ci avvisi via mail che il bonifico per il metodo ancestrale destinato ai cattivi è già stato eseguito, decidiamo che non possiamo esimerci da dire la nostra e cercare di equilibrare questo enocosmo sbilenco.

 

Eccola:

 

Champagne “Ozanne” Brut Blanc de Blancs Grand Cru – Michel Fallon

Uvaggio: 100% chardonnay.

Dall’Università degli studi “di Anselme” ecco l’ennesimo gioiello per gli amanti del genere.

L’unica e minuta produzione di Michel, da agricoltura votata al naturale, conquista appassionati e non fin dal primo assaggio. Ossidazione, rovere e sale si mescolano regalando uno chardonnay prezioso, materico e spiazzante. Il bicchiere è completo e diverte.

Range: 120-145€.

Abbinamento ideale: la nonna generosa.

Champagne “Le Mont Benoit” Extra Brut Premier Cru – Emmanuel Brochet

Uvaggio: meunier 37%, pinot noir 39%, chardonnay 24%.

Dalla microscopica collina di Mont Benoit, in conversione biodinamica, nasce questa cuvée ricca e vivace che non smette mai di stupire. Il talentuoso vigneron disegna un bicchiere d’agrume scuro con tratti di lime che rapiscono le papille e fa vibrare l’anima.

Uno champagne che si svolge e matura con qualche anno di bottiglia.

Range: 55-67€.

Abbinamento ideale: lo zio sborone.

 

Champagne “L’Ascendant” Extra Brut Grand Cru – Mouzon Leroux

Uvaggio: 60% pinot noir e 40% chardonnay.

I calici di Sébastien sono come lui: diretti, veri ed essenziali. Si rivelano poco a poco solo a chi ha la pazienza di ascoltarli, non vi è nulla di urlato o d’immediato. Questa chicca, da vigne votate alla biodiversità nel comune di Verzy, è ottenuta con vinificazione naturale, 50% legno – 50% inox e poca solforosa. Il naso cattura e il susseguente sorso si divide tra arancio e pirico con dinamismo e dovizia di particolari.

Range: 50-62€.

Abbinamento ideale: il nipote acneico e rockettaro.

Champagne “Chatillon-Sur-Marne Cru D’Origine” Extra Brut – Domaine Nowack

Uvaggio: 100% pinot meunier.

Con questa rarissima cuvée di sole 411 bottiglie Flavien eleva a potenza la sua “Fontinette” e ne produce una gigantografia a colori. Il risultato? Un bicchiere di Meunier ricco ma verticale, disinvolto ma profondo. Un po’ schiaffo e un po’ abbraccio. Appagante e fiero.

Range: 80-95€.

Abbinamento ideale: la nuova collega procace.

Champagne Brut Nature – Jacques Picard

Uvaggio: 70% chardonnay, 25% pinot meunier e 5% pinot noir.

Solo acciaio, 6 mesi per i vini d’annata e 10 anni per quelli di “riserva”, poi a seguire 4 anni sui lieviti: ecco la ricetta di questa bottiglia unica. Strutturato con arance e limoni, senza pesantezze o sbavature. Un midollo di verve e dinamite dirigono il lungo sorso. Finalmente un solera elettrizzante e sveglio.

Range: 35-40€.

Abbinamento ideale: capodanno con l’amico genovese.

Champagne “Les Jardins du Mesnil” Extra Brut Blanc de Blancs Grand Cru – Andre Robert

Uvaggio: 100% chardonnay.

Il lavoro di Jean Baptiste, sulle numerose parcelle aziendali, è preciso ed essenziale con conduzione tradizionale della vigna, basse rese e barrique usate.

Questo calice rappresenta la sintesi delle doti del terroir di Mesnil: acidità, sale e verticalità. Il tutto è impreziosito da un tocco di legno che sfuma di tabacco biondo e caffè. Bocca apocalitticamente di gusto con duraturo finale salino.

Range: 55-70€.

Abbinamento ideale: il nuovo vicino di casa.

 

Come non omaggiare la grandissima vendemmia 2008 con le tre bottiglie più soddisfacenti di questo 2017. Che sia una grandissima annata è chiaro a tutti, quando ci troviamo davanti gli champagne di questo millesimo, basta ascoltarli per capire che musica suonano. Arriveranno alla grandezza ed alla maestosità della ‘96 e della ‘02? Solo il tempo ce lo dirà… intanto iniziamo a metterle via…

 

 

Champagne “Les Valnons” 2008 Extra Brut Grand Cru – R.Pouillon & Fils

 

Uvaggio: chardonnay 100%.

 

Fabrice Pouillon, oggi al timone dell’azienda, tira fuori dal cilindro uno spettacolare chardonnay in territorio da pinot nero, quello del comune di Mareuil sur Aÿ, villaggio classificato Grand Cru, facente parte della Grande Vallèe de la Marne.
Non voglio giocarmi la carta annata perchè questa famiglia di recultant non ne ha bisogno, crescendo anno dopo anno e presentando una batteria di tutto rispetto. Un parco vigne molto variegato, suddiviso in quasi 70 parcelle per 15 ettari complessivi.

 

Chardonnay esplosivo, accompagnato da una carbonica carezzevole ma ampia. Papaya, glicine e pan di spezie, corroborati dal sale marino. Sul finale domina l’intreccio sapido/acido a distendere in profondità il vino. Da non farselo scappare.

 

 

Range: 60/75€
Abbinamento: una cabriolet

 

Champagne “Oxymore” 2008 Extra Brut Grand Cru – Ernest Remy

 

Uvaggio: 50% pinot noir, 50% chardonnay.

 

Fondata nella seconda metà del 1800 con il nome di Remy Dubois, la maison cessa l’attività per un grave lutto familiare. Nel 1925 grazie ad Ernest Remy riapre i battenti, moglie e figlia succedono al padre, mentre oggi è guidata dalla pronipote con il marito.

 

Anche per questi piccoli recultant abbiamo assaggiato tutta la linea, trovando già dal vino d’entrata, pur essendo dosato a 8 gr./l una tensione vibrata, per niente molle, con un equilibrio tra durezze e morbidezze notevole, gran bella mano.

 

Ma la ciliegina arriva con l’Oxymore, frizza nel palato tanta è l’energia di questo champagne, tridimensionale ne è lo sviluppo, una materia mai ingombrante (e ce n’è!!!) sulla distensione fresca e di cristallina pulizia.

 

Range: 55/70€
Abbinamento: bistecca

 

Champagne “Les Crayeres” 2008 Extra Brut Grand Cru – Marguet

 

Uvaggio: 60% chardonnay, 40% pinot noir.

 

Il primo parcellare di una lunga serie per Benoît Marguet, non poteva iniziare meglio. Il nome del lieut-dit preannuncia il tipo di suolo cui poggiano le vigne, la “craie” è il tipico gesso della Champagne.

 

Cotognata di mele e croissant all’albicocca, per contro note più pungenti di anice e frescure di pompelmo. Finissime le bollicine che percorrono la lingua e si adagiano lentamente, in un massaggio defaticante, riuscendo a dare volume al corpo del vino.
Il frutto è polposo e riempie il palato, l’acidità agrumata è manna dal cielo per l’agilità con cui riesce a sgusciare via, allunga salatissimo sulla pietra bagnata e rimandi floreali.

 

Range: 85/100€
Abbinamento: maschere e manette

 

E ancora…….

 

Champagne “Le Jardin de la Grosse Pierre”  Brut Nature Grand Cru – Benoît Lahaye

 

Uvaggio: pinot noir, chardonnay, pinot meunier, pinot blanc, fromenteau, petit meslier, arbanne.

 

Proveniente da un’unica parcella piantata quasi un secolo fa dal bisnonno di Benoît, composta da tutti i vitigni autorizzati in Champagne. Una produzione quasi confidenziale. Un’espressione pura e netta del territorio di Bouzy.

 

Bicchiere che riporta la vita della vite. Per niente confidenziale, mixato tra le spezie ed un bel frutto, incorniciato da quell’espressione minerale che distingue tutti gli Champagne di questo vigneron. Cazzuto, vigoroso, bòno.

 

Range: 90/105€
Abbianamento: suite con Jacuzzi

 

Champagne “Les Vignes d’Autrefois” 2010 Extra Brut – Laherte Frères

 

Uvaggio: pinot meunier 100%.

 

Aurélie Laherte torna poco più che trentenne nell’azienda di famiglia dopo varie esperienze qua e là. Cito solamente quella in California, in un’azienda di 6000 etttari, dopo che lo stesso Aurélien confida di aver imparato tutto ciò che non vuol fare.

 

È uno dei meunier più buoni di tutto il panorama champagne. Vigneron che amo profondamente, in senso lato.
Si riempie, una presenza che si fa notare, anche la carbonica si gonfia, sciogliendosi in un dolce abbraccio di frutto rosso ben maturo e spezia orientale. L’annata attualmente in commercio è la 2013.

 

Range: 50/65€
Abbinamento: con il migliore amico

 

Credits:

 

  • tutti gli champagne sono stati assaggiati nel corso dell’anno che si avvia alla conclusione,
  • i prezzi si riferiscono al mercato online e sono suscettibili a variazioni,
  • i personaggi degli abbinamenti sono stati romanzati e qualsiasi somiglianza con i vostri parenti o con voi stessi è da ritenersi puramente casuale.

 

 

AUGURI

 

WINE INSIDE